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PharmaTruck Come funziona

Politica editoriale

Le fonti che usiamo, quelle che non usiamo e come correggiamo gli errori.

Questa pagina spiega come lavoriamo sui contenuti. Serve a te per capire quanto puoi fidarti di quello che leggi, e a noi per avere una regola scritta a cui attenerci quando una pagina va scritta in fretta.

Da dove vengono le informazioni

Su un argomento sanitario non tutte le fonti valgono uguale. Le usiamo in quest’ordine, e scendiamo al livello successivo solo quando il precedente non dice nulla sul punto.

  1. Documenti autorizzati del medicinale: scheda tecnica e foglio illustrativo. Sono la fonte di dosaggi, controindicazioni, interazioni ed effetti indesiderati.
  2. Autorità regolatorie: AIFA, Ministero della Salute, Agenzia europea per i medicinali per i provvedimenti e le liste ufficiali.
  3. Istituzioni sanitarie pubbliche: Istituto superiore di sanità e portali che ne dipendono, per la divulgazione su malattie e prevenzione.
  4. Letteratura scientifica con revisione tra pari, quando serve il dato di uno studio.
  5. Fonti secondarie attendibili solo per il contesto, mai per un numero clinico.

Che cosa non usiamo come fonte

Non ricaviamo informazioni cliniche da forum, gruppi social e passaparola. Non copiamo i contenuti dei concorrenti per verificare un dato: se lo scrivono in due non diventa vero. Non prendiamo prezzi o disponibilità da listini esteri non verificabili, e non trattiamo come fonte i siti che vendono medicinali con obbligo di ricetta per corrispondenza, perché in Italia quella vendita non è consentita a nessuna farmacia.

Come trattiamo i numeri

Dosaggi, tempi di efficacia e percentuali vengono riportati come li riporta la fonte, con l’intervallo quando la fonte lo indica: «in media entro trenta minuti, da sedici minuti a due ore» dice qualcosa, «agisce subito» no. I prezzi sono indicativi e dichiarati come tali: quello che paghi è il prezzo esposto dalla farmacia che evade l’ordine.

Come scriviamo

Evitiamo le promesse: nessun contenuto di PharmaTruck dice che un prodotto guarisce, risolve o funziona per tutti. Evitiamo i superlativi usati come argomento di vendita e le scadenze inventate per mettere fretta. Quando un’informazione è incerta o controversa lo scriviamo, invece di scegliere la versione più comoda.

Distinguiamo sempre l’informazione dal consiglio: raccontare come agisce una molecola è informazione, dire a una persona che cosa prendere è un atto medico, e non lo facciamo.

Quando aggiorniamo una pagina

Una scheda di medicinale viene rivista quando cambia il documento autorizzato, quando AIFA pubblica un provvedimento che la riguarda, quando ci accorgiamo di un errore e quando cambiano prezzi o confezioni disponibili. La data che compare in fondo alla scheda è quella dell’ultima revisione reale: non la facciamo scorrere da sola per sembrare aggiornati.

Gli articoli del blog restano consultabili con la loro data di pubblicazione. Su quelli più vecchi di due anni compare un avviso: il tempo passa anche per le raccomandazioni sanitarie, e conviene chiedere conferma al banco.

Indipendenza

Non pubblichiamo articoli pagati da aziende farmaceutiche presentati come contenuti redazionali. Le farmacie della rete pagano per il servizio di consegna, non per comparire meglio nei contenuti: l’ordine delle schede e delle farmacie non si compra. In nessuna forma pratichiamo il comparaggio e non concorriamo all’accaparramento di prescrizioni mediche, come previsto dal codice deontologico dei farmacisti.

Le recensioni dei lettori

Pubblichiamo i testi inviati dai lettori firmati con il nome che indicano, dopo una verifica che serve a togliere tre cose: le promesse di guarigione, le indicazioni di dosaggio rivolte ad altre persone e gli inviti a sospendere una terapia prescritta. Non modifichiamo il giudizio di chi scrive, nemmeno quando è negativo su un prodotto che vendiamo.

Errori e correzioni

Gli errori capitano. Quando una segnalazione arriva a [email protected] la verifichiamo sulla fonte autorizzata; se l’errore c’è correggiamo il testo e aggiorniamo la data di revisione. Se l’errore riguardava un dato clinico rilevante, nella pagina resta una riga che dice che cosa è stato corretto: nascondere la correzione vale meno che ammetterla.

Chi firma i contenuti è elencato nella pagina La redazione.