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I benefici della musica, riflessi più veloci e reattivi del 30%

Musicista che suona
Foto: Lukasz Kobus, European Commission · CC BY 4.0 · Wikimedia Commons

Che i benefici della musica sull’uomo fossero innumerevoli già si poteva intuire. Chi impara a suonare uno strumento musicale allena mente e corpo allo stesso tempo. Tutta la fatica impiegata per imparare a suonare uno strumento alla lunga viene ampiamente ripagata. La scienza conferma.

Una ricerca a cura dell’Università di Montreal sostiene che chi suona uno strumento ha dei riflessi più veloci e reattivi. Lo studio è stato pubblicato su Brain and Cognition, magazine specializzato in neuroscienze e scienze cognitive.

Riflessi di musicisti e non musicisti a confronto

I ricercatori hanno analizzato i tempi di reazione di un gruppo di 35 persone, di cui 16 erano musicisti. I musicisti sono stati selezionati in base a dei criteri specifici: dovevano avere un’esperienza continuativa di minimo 7 anni nella musica. Dovevano inoltre aver cominciato a suonare sin da piccoli, quindi entro i dieci anni di età. Tra i 16 musicisti se ne contavano due al contrabbasso, due alle percussioni, uno all’arpa, tre al violino, uno alla viola e otto al piano. La maggior parte di loro sapeva suonare anche un secondo strumento.
Il test è stato condotto nel silenzio di una stanza illuminata. Ogni volontario doveva tenere in una mano un mouse. Nell’altra mano veniva collocata una sorta di scatola soggetta a vibrazione intermittente e non programmata. I volontari avevano il compito di cliccare sul mouse ogni volta che la scatola vibrava o sentivano altri suoni da persone che stavano dinanzi a loro. Gli stimoli sensoriali (tattili e uditivi) sono stati ripetuti per 180 volte.

Dall’esperimento è risultato che i musicisti avevano riflessi molto più veloci rispetto a chi non suonava alcuno strumento. In termini di percentuale si parla del 30% in più di reattività.

I benefici della musica sono a lungo termine

Il risultato dello studio non fa che aggiungere un altro tassello al quadro relativo ai benefici della musica. Uno dei principali autori della ricerca, Simon Landry, afferma che riflessi più veloci portano anche ad un rallentamento del processo di invecchiamento. Di conseguenza, incentivare le persone a suonare uno o più strumenti musicali non può che portare benefici a lungo termine. Suonare mantiene il cervello allenato e migliora la qualità della vita anche in tarda età. Senza contare che l’influsso positivo della musica può esser sfruttato anche da chi deve avere riflessi veloci in ambito lavorativo.

Dove controllare questi dati

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Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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