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Bere succo di mirtillo fa bene, migliora anche la memoria!

Mirtilli
Foto: Brigitte Tohm brigittetohm · CC0 · Wikimedia Commons

Bere succo di mirtillo fa bene e migliora le funzionalità cerebrali, soprattutto nelle persone anziane. Questo è quanto riporta uno studio condotto dall’Università di Exeter, Regno Unito. Le persone con un’età compresa tra i 65 e 77 anni trarrebbero numerosi benefici dal concentrato di mirtillo. Sia a livello di funzioni cognitive, sia in termini di flusso di sangue al cervello. Ma non è finita qui: anche la memoria migliora in modo considerevole.

Bere succo di mirtillo fa bene, ne bastano 30 ml al giorno

A capo del gruppo di ricerca c’è la dottoressa Joanna Bowtell, responsabile della sezione Sport and Health Sciences dell’Università di Exeter. La Bowtell spiega che le nostre facoltà cognitive tendono a subire un peggioramento man mano che invecchiamo. Già alcune ricerche svolte in precedenza hanno dimostrato che una dieta ricca di vegetali (frutta e verdura) aiuta a mantenere le funzioni cognitive ad un buon livello. L’ultimo studio ha dimostrato che dopo sole 12 settimane di consumo regolare di succo di mirtillo, già si poteva notare il cambiamento. La quantità? 30 ml sono stati più che sufficienti.

L’esperimento su 26 adulti

L’esperimento ha coinvolto 26 adulti. A 12 di questi è stato dato un concentrato equivalente a 230 gr di mirtilli, una volta al giorno. Agli altri, invece, è stato dato del placebo.

Sono state escluse dalla ricerca tutte le persone che consumano più di 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. L’esito positivo si è subito visto sui soggetti che avevano bevuto il succo di mirtillo. Sembra che ciò sia dovuto al fatto che questi frutti sono ricchi di flavonoidi, sostanze che si trovano in abbondanza nelle piante. Insomma, bere succo di mirtillo fa bene e di questo dobbiamo ringraziare soprattutto i flavonoidi.

Se ci si mette anche che il mirtillo, oltre che fare bene, è anche buono…non ci resta che approfittare di questi benefici e cominciare a berne il succo.

Dove controllare questi dati

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Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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