Gestisci una farmacia Numero verde 800 628 102
PharmaTruck Come funziona

Tetris terapia contro traumi, occhio pigro e dipendenze

Console portatile
Foto: TomasVial · CC0 · Wikimedia Commons

Giocare a tetris è un passatempo inaspettatamente salutare. Il celebre videogioco di logica divenuto celebre negli anni Ottanta può aiutare a prevenire i traumi psicologici dopo un incidente stradale. A dimostrarlo è stato un recente studio condotto dalla psicologa Emily Holmes della University of Karolinska. Nelle 6 ore successive a un incidente il cervello immagazzina ricordi dell’impatto. In futuro i ricordi dolorosi possono provocare incubi e originare il disturbo post-traumatico da stress.

Perché il Tetris blocca i ricordi traumatici

Nello studio, condotto su un gruppo di 71 volontari, i pazienti che dopo l’incidente hanno giocato a Tetris per 20 minuti erano meno a rischio di ricordare l’evento traumatico. Secondo gli esperti giocare a Tetris è un’esperienza così immersiva da impedire la formazione di ricordi traumatici. I pazienti sono completamente assorbiti dai colori, dalle diverse forme e dai movimenti dei mattoncini da incastrare l’uno sull’altro. I giocatori sono totalmente focalizzati sull’obiettivo del gioco: far scomparire le linee senza alcuno spazio vuoto.

I ricercatori hanno testato l’effetto di altri videogiochi, ma solo il Tetris ha garantito benefici ai pazienti.  Questo perché dopo un trauma è opportuno coinvolgere i pazienti in azioni che impegnano le funzioni visive. Una precauzione che blocca l’immagazzinamento di ricordi dell’incidente troppo vividi.

Tetris terapia per smettere di fumare

I benefici della tetris terapia non si fermano alla prevenzione del disturbo post-traumatico da stress. Giocare a tetris aiuta anche a combattere gli attacchi di fame nervosa, i sintomi dell’astinenza da nicotina, da alcol e da caffeina. Lo dimostra un esperimento condotto in Australia dai ricercatori della Plymouth University e della Queensland University of Technology.

Il test ha coinvolto 31 studenti, a cui è stato chiesto di valutare il loro desiderio di alcolici, sigarette e cibo nel corso della giornata. A quindici degli studenti è stato inoltre chiesto di giocare a Tetris. Questo gruppo ha avvertito meno la voglia di fumare, mangiare e bere alcolici. Questi attacchi sono strettamente legati alla visualizzazione mentale degli oggetti del desiderio. Giocare a Tetris impedisce di pensare ossessivamente al cibo, alle sigarette e agli alcolici.

I processi mentali coinvolti nell’immaginazione degli oggetti del desiderio sono infatti troppo impegnati a incastrare i mattoncini. Non è possibile giocare a Tetris e immaginare nello stesso tempo un hamburger e delle patatine in modo vivido.

Giocare a Tetris per curare l’occhio pigro

Giocare a Tetris infine aiuta a guarire dalla sindrome dell’occhio pigro. A dimostrarlo è stato uno studio condotto su 18 pazienti alla McGill University, in Canada. Una versione riadattata del videogioco ha stimolato i pazienti che soffrono di ambliopia a usare entrambi gli occhi contemporaneamente. Solitamente invece occorre bendare un occhio per forzare quello pigro a lavorare. I pazienti che hanno giocato a Tetris senza l’occhio bendato hanno ottenuto un miglioramento della vista superiore all’altro gruppo.

Dove controllare questi dati

  • Fumo EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: quanti fumano in Italia e quali percorsi di disassuefazione funzionano
  • Alcol Osservatorio nazionale alcol, Istituto Superiore di Sanità: consumi, soglie di rischio e dati italiani per fascia di età
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Leggi anche