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Una tazza di tè per diminuire il rischio di demenza senile

Tazza di tè
Foto: SHAUBUEOMENAI · CC0 · Wikimedia Commons

Sembra che il consumo regolare di tè riesca a diminuire il rischio di demenza senile e in generale i problemi di natura neurocognitiva. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori della National University di Singapore. Lo studio è stato pubblicato su Journal of nutrition, health and aging. Secondo gli studiosi basterebbero 200 ml di tè ogni giorno per diminuire il rischio di demenza senile, anche oltre l’80%.

Esaminati i casi di 957 cinesi oltre i 55 anni

I ricercatori hanno esaminato lo stato delle facoltà cognitive di 957 cinesi di 55 anni e oltre.
Di questo gruppo di volontari alcuni soggetti presentavano una mutazione del gene Apoe. Questa mutazione genetica spesso si collega ad un rischio elevato di sviluppo dell’Alzheimer.
I volontari sono stati monitorati ogni due anni. L’osservazione è durata dal 2003 al 2010, quindi si parla di un arco di 7 anni.

Dallo studio e dalle sperimentazioni fatte dal team di Singapore è emerso un dato rilevante: i pazienti che presentavano la mutazione genetica hanno ridotto il rischio di demenza senile dell’86%. Questo è stato possibile anche grazie ad una dose quotidiana di 200 ml di tè. Indipendentemente dal tipo di tè: ogni variante può portare gli stessi effetti positivi. Tra i fattori che possono incidere sulla percentuale di rischio ci sono anche l’età e il genere sessuale.

Perché proprio il tè per diminuire il rischio di demenza senile?

Il tè aiuterebbe a diminuire il rischio di demenza senile grazie alla sua struttura chimica. E’ infatti composto da sostanze bioattive che hanno funzione antinfiammatoria. Sarebbero proprio sostanze come la L-teanina, teaflavine o catechine a tutelare le funzioni cognitive del cervello. Magari una tazza di tè al giorno non può togliere il medico di torno, però può prevenire la demenza senile. Non ci resta che correre subito a preparare una tazza di buon tè caldo per proteggere le nostre facoltà cognitive!

Dove controllare questi dati

  • Salute mentale EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: dati e documenti su ansia, depressione e servizi territoriali
  • Farmacoepidemiologia EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: come si continua a valutare un farmaco dopo l’autorizzazione
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Per il foglio illustrativo e la scheda tecnica di un medicinale autorizzato in Italia il riferimento è la banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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