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Dipendenza da smartphone, le donne sono i soggetti più a rischio

Smartphone in mano
Foto: Santeri Viinamäki · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Dipendenza da smartphone, un fenomeno sempre più diffuso e preoccupante. Stando a quanto riporta uno studio realizzato dalla Binghamton University – State University di New York, le donne sono i soggetti più a rischio. Sembra infatti che il rapporto delle donne con il loro smartphone sia talmente assiduo da sfiorare la simbiosi. Una simbiosi dovuta ad un uso compulsivo: non se ne possono assolutamente separare. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Information Systems Journal.

Lo studio del team americano su 182 ragazzi

Il team di ricercatori ha analizzato 182 ragazzi che studiano al college. A questi ragazzi è stato chiesto di descrivere in modo puntuale le modalità di utilizzo dello smartphone durante la giornata. Dopo aver raccolto tutte le risposte, gli studiosi hanno suddiviso i casi in 5 gruppi diversi. A questi gruppi appartenevano soggetti riflessivi, regolari, altamente coinvolti, fanatici e dipendenti. I fanatici e i dipendenti corrispondevano rispettivamente al 12% e 7%.

Timidezza, depressione e bassa autostima

Sia fanatici che dipendenti avevano vissuto dei disagi a livello sociale e lavorativo, causati da questa ossessione per lo smartphone. I ragazzi di entrambi i gruppi erano accomunati anche da altre caratteristiche preoccupanti. Avevano infatti una certa tendenza alla depressione e presentavano una timidezza accentuata. Alcuni manifestavano anche i segni di un possibile isolamento sociale. I due gruppi avevano in comune anche una bassa autostima, che di certo non contribuisce allo sviluppo di rapporti interpersonali sereni. Dallo studio è emerso che il problema è soprattutto femminile.

Dipendenza da smartphone, un fenomeno da tenere sotto stretto controllo

Questa dipendenza da smartphone è decisamente allarmante: se trascurata può portare a delle conseguenze anche gravi. Una persona che abusa spesso e volentieri dello smartphone può infatti arrivare a chiudersi in se stessa. Il rischio di entrare in depressione e ad isolarsi dal resto della società è proprio lì, dietro la porta.

I segnali d’allarme secondo i ricercatori

Il processo di isolamento avviato dalla dipendenza potrebbe peggiorare con l’arrivo di funzionalità sempre nuove. Nuovi giochi e applicazioni potrebbero far apparire lo smartphone come un oggetto completo in cui trovare molta più soddisfazione di quanta se ne possa trovare nella vita reale. Secondo Isaac Vaghefi, uno degli autori dello studio, l’allarme deve scattare subito quando un soggetto usa lo smartphone per evitare un problema sociale. O, ad esempio, per sfuggire alla depressione. Un’altra spia importante della dipendenza da smartphone è la reazione di ansia che un soggetto può avere se non ha con sé il cellulare. L’oggetto che lo fa evadere dalla realtà.
Un fenomeno da tenere decisamente sotto controllo, per evitare che il digitale prenda il sopravvento sul mondo che lo ha fatto nascere. Un mondo fatto di uomini reali e relazioni vere, in cui il digitale dovrebbe essere uno strumento che facilita i rapporti senza distruggerli.

Dove controllare questi dati

  • Salute mentale EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: dati e documenti su ansia, depressione e servizi territoriali
  • Alcol Osservatorio nazionale alcol, Istituto Superiore di Sanità: consumi, soglie di rischio e dati italiani per fascia di età
  • Fumo EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: quanti fumano in Italia e quali percorsi di disassuefazione funzionano
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.