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Difese immunitarie basse? Cominciamo con i rimedi naturali!

Alimenti per le difese immunitarie
Foto: Forest and Kim Starr · CC BY 3.0 us · Wikimedia Commons

Esistono dei rimedi per le difese immunitarie basse? Una domanda in cui si imbattono molte persone e che si presenta con insistenza soprattutto durante la stagione invernale, quando un semplice raffreddore può causare problemi a chi è debole.

Sistema immunitario: un ingranaggio delicato

Quando si parla di difese immunitarie viene chiamato in causa il nostro sistema immunitario, che ha il compito di proteggere l’organismo da virus e batteri che fanno ammalare il nostro corpo. Dal momento che si parla di un sistema, non dobbiamo pensare che a funzionare bene debba essere un organo solo, bensì un insieme di organi che operano in armonia ed equilibrio.
Data la delicata complessità di un tale ingranaggio, è tutt’altro che scontato riuscire a capire perché la risposta immunitaria di un organismo sia debole. E’ quindi altrettanto difficile determinare con esattezza quali rimedi naturali e/o farmacologici adottare in caso di malfunzionamento.

Cosa vuol dire avere le difese immunitarie basse

Avere le difese immunitarie basse equivale a dire che il sistema dispone di un numero di linfociti T troppo basso per combattere le infezioni. Non si è ancora scoperto, però, qual è il numero di linfociti T ottimale per il sistema immunitario.

Rimedi naturali per le difese immunitarie basse

Tra i fattori che sembrano avere degli effetti sulla funzione immunitaria troviamo in pole position l’alimentazione, l’attività fisica e lo stress. Per combattere i problemi legati alle difese immunitarie basse si può dunque cominciare con dei rimedi naturali facilmente intuibili.
Innanzitutto è importante avere cura del proprio peso forma seguendo una dieta in cui vi sia abbondanza di frutta, verdura e cereali; i grandi esclusi di questa lista non possono che essere i grassi saturi, da ridurre il più possibile. Naturalmente non può mancare una regolare attività fisica.

A seguire troviamo anche un adeguato riposo notturno (dormire poco è rischioso per la salute, come spieghiamo in questo approfondimento) e il controllo periodico della pressione.

L’età e i controlli periodici

Altro fattore che incide in modo consistente sulle difese immunitarie è l’età: gli anziani sono più soggetti ad avere le difese immunitarie basse, per cui devono sottoporsi a dei controlli medici periodici.
I vaccini hanno un effetto più debole sugli anziani, tanto che tra le cause di morte più frequenti negli over 65 troviamo influenze, polmoniti e malattie respiratorie in generale.

Lo stress rallenta la produzione di anticorpi

Anche lo stress va il più possibile eliminato per evitare di avere le difese immunitarie basse: alcuni esperimenti scientifici hanno rilevato che un corpo soggetto a forte stress produce anticorpi più lentamente, cosa che incide negativamente sull’attività dei linfociti T.

Le difese immunitarie basse possono essere una bella gatta da pelare, ma se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, allora i rimedi naturali possono essere un buon inizio. A questi va poi affiancata una terapia farmacologica a seconda di quanto è compromesso il sistema immunitario.

Tags: benessere

Dove controllare questi dati

  • Salute mentale EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: dati e documenti su ansia, depressione e servizi territoriali
  • Attività fisica EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: le raccomandazioni OMS per fascia di età e i dati italiani
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2016: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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