Come funziona la donazione del plasma in aferesi e quali sono le principali differenze con la donazione di sangue intero tradizionale? Per chiarire i dubbi più comuni su questa procedura, essenziale per fornire farmaci plasmaderivati ai pazienti affetti da malattie rare del sangue, abbiamo interpellato il dottor Giancarlo Maria Liumbruno, direttore del Centro Nazionale Sangue. Il CNS è un organo del Ministero della Salute che opera presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), svolgendo un’importante attività di coordinamento e controllo tecnico-scientifico del sistema trasfusionale nazionale.
Come ci spiega il dottor Liumbruno, a differenza della donazione di sangue intero, quando si fa una plasmaferesi non vengono donati i globuli rossi. Questo si ottiene facendo passare il sangue per una macchina che trattiene il plasma, reimmettendo poi nella circolazione sanguigna del donatore i globuli rossi. La differenza principale dal punto di vista del donatore è che con questa procedura non cala il livello di emoglobina nel sangue.
Quanti tipi di donazione in aferesi esistono?
Si possono fare diversi tipi di donazione in aferesi, dal plasma alle sole piastrine ai soli globuli rossi. È possibile donare più elementi, come plasma e piastrine insieme, o plasma e globuli rossi.
Quanto dura la donazione del plasma in aferesi?
La durata della procedura dipende anche dalle caratteristiche fisiologiche del donatore: persone con vene dal calibro più grande o con pressione più alta doneranno in meno tempo. Solitamente per il sangue intero sono richiesti circa 8-10 minuti, mentre la plasmaferesi richiede più tempo, da 35 a 50 minuti.
La donazione delle piastrine si svolge con le stesse modalità della donazione del plasma?
Nella piastrinoaferesi si usa lo stesso macchinario della plasmaferesi, che separa le componenti del sangue mediante centrifugazione, ma la procedura può essere più lunga, e può arrivare a durare un’ora e mezza.
Quali sono i principali vantaggi delle donazioni in aferesi?
L’aferesi permette di calibrare la procedura in base alle condizioni fisiologiche del donatore. Ad esempio la plasmaferesi non comporta una diminuzione del tasso di emoglobina nel sangue, e i liquidi persi vengono reintegrati in poche ore, ed è quindi particolarmente indicata in chi ha valori molto vicini al limite per donare.
Chi può donare il plasma? Ci sono limitazioni di peso, d’età o legate a malattie specifiche?
Le limitazioni sono le stesse della donazione di sangue intero, può donare chi è in buona salute e pesa più di 50 kg, ha più di 18 anni e meno di 65 e ha una serie di condizioni, da alcune malattie croniche a comportamenti a rischio.
Quante volte all’anno è possibile donare il plasma?
Il plasma si rigenera molto più rapidamente rispetto all’emoglobina, per cui teoricamente sarebbe possibile donare plasma una volta ogni 14 giorni, anche se c’è un limite di 12 litri l’anno. Fra una donazione di sangue intero e una di plasma devono invece passare 30 giorni.
Come viene utilizzato il plasma dei donatori?
Il plasma contiene una grande quantità di sostanze diverse, dalle proteine agli zuccheri agli anticorpi ai fattori della coagulazione. Una parte, circa il 15-20%, viene utilizzato come tale in alcune procedure mediche. Il resto del plasma raccolto viene lavorato per estrarne i diversi componenti, ad esempio l’albumina che si usa per alcune malattie del fegato e dei reni, o i fattori di coagulazione necessari tra gli altri ai pazienti emofilici.
A chi bisogna rivolgersi per diventare donatori di plasma?
Non ci sono strutture dedicate al plasma, per donarlo basta coordinarsi con le associazioni impegnate nella raccolta del sangue. A differenza del sangue intero per il plasma è consigliato prenotare la donazione per evitare lunghi tempi di attesa dovuti all’occupazione del dispositivo per la separazione.
A quali esami bisogna sottoporsi prima di diventare donatori di plasma?
Gli esami sono gli stessi della donazione di sangue intero. Prima della donazione del plasma si controllano pressione e livello di emoglobina e si fa un colloquio con il medico per cercare eventuali motivi di esclusione temporanea, mentre dopo ogni donazione sul plasma vengono effettuati tutti i test previsti anche per il sangue, come quelli per l’individuazione di eventuali malattie infettive.
Si ringrazia per la collaborazione il dottor Giancarlo Maria Liumbruno e Pier David Malloni dell’Ufficio Comunicazione del Centro Nazionale Sangue (ISS).
