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Lo scontrino parlante, in pratica
Per detrarre una spesa sanitaria nella dichiarazione dei redditi non basta la ricevuta: serve il documento che riporta il codice fiscale di chi sostiene la spesa, la natura del prodotto (la dicitura «farmaco» o «medicinale»), la quantità e il codice AIC. Il nome commerciale non è obbligatorio, proprio per tutelare la riservatezza. La detrazione è del 19% sulla parte che supera la franchigia di 129,11 euro.
Che cosa rientra e che cosa no
Rientrano i medicinali con e senza ricetta, i dispositivi medici con marcatura CE (cerotti, siringhe, apparecchi per la misurazione della pressione, lenti correttive), i ticket e le prestazioni specialistiche. Restano fuori gli integratori alimentari, i cosmetici e i prodotti per l’igiene, anche se acquistati in farmacia. Dal 2020, per avere diritto alla detrazione, le spese diverse dai medicinali vanno pagate con mezzi tracciabili.
Ordinare e tenere la documentazione in ordine
Indicando il codice fiscale nelle note dell’ordine la farmacia emette direttamente lo scontrino corretto, che il PharmaShopper consegna insieme ai prodotti. Le spese transitano anche dal Sistema Tessera Sanitaria e si ritrovano nella dichiarazione precompilata, ma conservare i documenti resta utile per i controlli e per le spese sostenute per familiari a carico.
Per ordinare apri il catalogo della Farmacia La Sapienza; le altre farmacie sono in Le Farmacie.
Quali spese sanitarie si detraggono
Nella dichiarazione dei redditi rientrano tra le spese sanitarie detraibili i medicinali di ogni tipo, compresi quelli da banco e gli omeopatici, purché documentati da scontrino parlante. Vi rientrano anche i dispositivi medici marcati CE, dalle siringhe ai misuratori di pressione, dalle lenti ai materassi antidecubito.
Restano fuori gli integratori alimentari, i prodotti cosmetici e, in generale, tutto ciò che la normativa non classifica come medicinale o dispositivo: è la distinzione che più spesso genera errori, perché integratore e farmaco si acquistano nello stesso luogo e compaiono sullo stesso scontrino.
La franchigia e la conservazione dei documenti
La detrazione del diciannove per cento si applica alla parte di spesa che supera una franchigia di 129,11 euro, calcolata sul totale annuo delle spese sanitarie del nucleo. Significa che le spese piccole, prese singolarmente, non producono alcun beneficio fiscale, mentre il conteggio cambia se si sommano quelle di tutti i familiari a carico.
I documenti vanno conservati per i termini previsti dall’accertamento, cinque anni oltre quello di presentazione. Gli scontrini termici sbiadiscono: una fotografia o una scansione fatta al momento dell’acquisto evita di ritrovarsi con un foglietto illeggibile. Le spese tracciate nel sistema della Tessera Sanitaria confluiscono inoltre nella dichiarazione precompilata, ma il controllo resta a carico del contribuente.
Pagamenti tracciabili: una condizione che molti ignorano
Dal 2020 la detrazione delle spese sanitarie richiede il pagamento con strumenti tracciabili, quindi carta, bancomat, bonifico o applicazioni di pagamento. Fanno eccezione i medicinali e i dispositivi medici, che restano detraibili anche se pagati in contanti, insieme alle prestazioni erogate da strutture pubbliche o accreditate.
È una distinzione che conviene tenere a mente quando nello stesso acquisto compaiono voci di natura diversa: la parte relativa ai farmaci segue una regola, quella relativa ad altre prestazioni ne segue un’altra.
Quando lo scontrino non basta
Per alcune spese il solo scontrino parlante non è sufficiente e serve conservare anche la prescrizione: è il caso dei dispositivi medici meno comuni e delle spese per cui potrebbe essere richiesto di dimostrare la finalità sanitaria. Anche la parafarmacia emette regolarmente scontrino valido ai fini della detrazione, purché riporti natura, qualità e quantità del prodotto insieme al codice fiscale dell’acquirente: senza il codice fiscale il documento non è utilizzabile, ed è la dimenticanza più frequente alla cassa.
Quando conviene scegliere questa farmacia
Gli orari di Farmacia La Sapienza non sono ancora verificati e per questo non compaiono in pagina: una fascia oraria sbagliata su una farmacia è peggio di nessuna fascia oraria. Prima di preparare l’ordine conviene una telefonata al numero verde 800 628 102, dove l’operatore verifica l’apertura in tempo reale.
Se trovi chiuso, a Milano restano aperte altre farmacie della rete: Farmacia Canonica, Farmacia centrale snc, Farmacia Comina, Farmacia Farini.