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La percezione del tempo e i neuroni della felicità

Quadrante di un orologio
Foto: Chistopher J. Fynn · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Vi siete mai chiesti come mai quando stiamo bene cambia la nostra percezione del tempo? E cosa succede al cervello quando siamo felici? Sembra finalmente arrivata una risposta scientifica per queste domande.
In effetti tutti abbiamo sperimentato quella sensazione del tempo che passa velocissimo quando stiamo trascorrendo dei momenti piacevoli. Mentre invece ci sembra non passare mai quando stiamo male, o siamo colti dalla noia.

Per secoli e secoli il tema relativo alla percezione del tempo è stato trattato dalla filosofia più raffinata. Ora però si fa largo anche la scienza, intenzionata a dare una spiegazione precisa sul perché lo scorrere del tempo viene percepito in modo diverso a seconda dello stato emotivo in cui ci si trova. Questa teoria scientifica sulla percezione del tempo è fondata su basi neurobiologiche.

Lo studio dei neuroscienziati portoghesi

Un team di neuroscienziati del Centro Champalimaud a Lisbona ha condotto uno studio su dei topi da laboratorio. L’esperimento realizzato ha dimostrato che la percezione del tempo può essere influenzata dalla dopamina rilasciata da alcuni neuroni.

La dopamina è una sostanza chimica ha direttamente a che fare con i centri deputati al piacere all’interno del cervello. I neuroni che producono la dopamina risiedono in profondità nell’area cerebrale; se il cervello subisce dei danni in questa zona profonda, come avviene nel caso del morbo di Parkinson, la persona percepisce il tempo in modo alterato.

Il controllo dei neuroni sulla percezione del tempo

I ricercatori portoghesi hanno notato che, più intensa era l’attività neuronale nei topi in presenza di un suono, meno questi ne percepivano la durata.
Per spingere l’osservazione ancor più in profondità, i neuroscienziati hanno provato a stimolare o inibire i neuroni attraverso degli impulsi di luce. In uno stato di stimolazione neuronale, i topi dimostravano di percepire di meno la durata del tempo.

Stando a questo studio, pubblicato su Science, l’attività dei neuroni che rilasciano la dopamina può essere la responsabile della diversa percezione del tempo anche negli uomini.

Dove controllare questi dati

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Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2016: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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