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Mangiare le verdure proprio non ti piace? La colpa è della lingua!

Verdure fresche
Foto: Basile Morin · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Quando da bambino dovevi mangiare le verdure ti nascondevi dappertutto, persino sotto al tavolo, pur di non mangiarle? Di certo ti sarai sentito in colpa ogni volta che ti rifiutavi di mangiare questi cibi, che ti hanno sempre proposto perché sani e tipici della dieta mediterranea. E’ che proprio non ti andavano giù, e li trovavi senza alcun sapore o con un sapore troppo accentuato. Forse non devi più sentirti in colpa, perché le responsabili della tua avversione alle verdure potrebbero essere le papille gustative della tua lingua. Un recente studio guidato dall’Università di Coventry e curato dalla BBC Learning’s Terrific Scientific Campaign, afferma infatti che la forma delle papille gustative influenza il grado di sensibilità ai sapori forti. Se così fosse, avremmo finalmente capito perché alcune persone vogliono vedere le verdure neanche in cartolina!

Due settimane di fila con cavolfiore per contorno

Il progetto di ricerca avrebbe osservato il comportamento di un gruppo di bambini di età compresa tra i 9 e gli 11 anni, divisi in due categorie. Alla prima categoria di bambini sono stati imposti 15 giorni con pasti che avevano il cavolfiore come contorno. L’altro gruppo di bambini aveva invece l’uvetta. In seguito alle due settimane di test, gli studiosi sono tornati a verificare quanto i bambini apprezzassero il cavolfiore rispetto a prima. E’ risultato che i bambini costretti a mangiarlo per due settimane di fila lo gradivano di più, mentre negli altri bambini il grado di gradimento era rimasto tale e quale.

Difficoltà a mangiare le verdure, questione di papille gustative

Tra i bimbi che hanno dovuto mangiare il cavolfiore, alcuni continuavano però a vederlo come una vera e propria punizione. Secondo il parere degli studiosi, questi bambini avrebbero delle papille gustative più sensibili degli altri. Per questo motivo farebbero più fatica a tollerare i sapori troppo forti.

L’esperimento è curioso e fa un po’ sorridere: forse le mamme che vogliono far mangiare le verdure ai propri bimbi hanno trovato l’escamotage delle due settimane di verdure per far accettare il cibo sano ai loro figli. Mentre tutti coloro che rabbrividiscono solo al pensiero di un piatto di insalata…potranno finalmente incolpare le papille gustative!

Dove controllare questi dati

  • Farmacoepidemiologia EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: come si continua a valutare un farmaco dopo l’autorizzazione
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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