Gestisci una farmacia Numero verde 800 628 102
PharmaTruck Come funziona

In sperimentazione una nuova retina artificiale per il recupero della vista

Esame della retina
Foto: Airman 1st Class R. Alex Durbin · pubblico dominio · Wikimedia Commons

E’ stata testata sugli animali una nuova retina artificiale che potrebbe far tornare la vista a chi non ce l’ha più. A questo ambizioso progetto ha lavorato un gruppo di ricerca interdisciplinare italiano. Il team vanta esperti dell’Istituto Italiano di Tecnologia, Centro di Neuroscienze e Tecnologie sinaptiche e il Centro di Nanoscienze e Tecnologie. Le eccellenze universitarie coinvolte sono Verona, Milano e l’Aquila.

I ricercatori sono stati in grado di far tornare la vista ad animali che non vedevano più. Questo grazie ad una nuova retina artificiale. Di cosa si tratta? E’ un dispositivo organico biocompatibile che ha la funzione di trasmettere al cervello gli stimoli luminosi trasformandoli in segnali elettrici.
Lo studio è stato pubblicato su Nature Materials, illustre rivista scientifica.

Retina artificiale come sostituto dei fotorecettori

La retina ospita i fotorecettori, il cui compito è quello di intercettare i segnali luminosi e trasmetterli al cervello. Quando viene meno il funzionamento ottimale della retina, la vista ne risente. Più il danno è grave, meno il soggetto è in grado di vedere.

Il team voleva creare un dispositivo che andasse a sostituire i fotorecettori della retina. Così si è servito di materiali fotosensibili ed elettroconduttori. Questi materiali, però, dovevano anche essere adatti ai tessuti biologici, ecco perché il lavoro si è concentrato anche sulla biocompatibilità del dispositivo nella sua totalità.

La retina artificiale è innovativa perché è molto più adattabile, per l’appunto, ai tessuti biologici. Inoltre è durevole e non necessita di ricevere energia dall’esterno per funzionare.

Nel 2018 gli esiti dei test sugli uomini

I ricercatori hanno utilizzato un semiconduttore fotovoltaico organico che agisce in armonia con i tessuti biologici vicini. Il materiale è unico e ha una struttura semplice.
Secondo uno degli autori e coordinatori dello studio, Fabio Benfenati, grazie alla retina artificiale il paziente può recuperare in modo ottimale molteplici funzioni visive.

Negli animali i risultati positivi si sono visti fino ai dieci mesi dopo l’esperimento. Il tutto senza effetti collaterali. Il prossimo passo è il test sull’uomo, previsto a partire dalla seconda parte di quest’anno. Per scoprire l’esito degli esperimenti dovremo aspettare il 2018. Ci auguriamo che la retina artificiale possa davvero far tornare la vista a chi l’ha persa, soprattutto a causa di malattie genetiche. A maggior ragione in caso di problemi agli occhi nei bambini.

Tags: oftalmologia

Dove controllare questi dati

  • Farmacoepidemiologia EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: come si continua a valutare un farmaco dopo l’autorizzazione
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Leggi anche