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Farmaci per smettere di fumare, l’Italia come fanalino di coda in Europa

Smettere di fumare
Foto: CDC/ Debora Cartagena · pubblico dominio · Wikimedia Commons

In Italia i farmaci per smettere di fumare sono totalmente a carico del cittadino. Ma non è così in molti altri paesi europei, dove sono rimborsabili. Ed è proprio questo l’aspetto che la Società Italiana di Tabaccologia ha voluto discutere durante il congresso tenutosi a Roma lo scorso 30 maggio. Un tema importante per una location altrettanto importante: la Sala degli Atti Parlamentari del Senato della Repubblica. L’incontro non ha visto solo la partecipazione degli addetti ai lavori, ma anche di parlamentari e associazioni di pazienti.

Tabagismo, un fenomeno ancora sottovalutato

Gli esperti hanno sottolineato quanto potrebbe essere utile in Italia prendere spunto dal modello inglese, che prevede un farmacista di comunità, assoldato per aiutare chi vuole smettere di fumare. È evidente che la dipendenza da nicotina è a tutti gli effetti un problema grave, eppure in Italia viene ancora sottovalutata.
Biagio Tighino, Presidente della Società Italiana di Tabaccologia, spiega che l’Italia ha una spesa di circa 6,5 miliardi di euro per la cura delle patologie provocate dal tabacco. La dipendenza da nicotina è un fenomeno pericoloso, che non può più essere curato con la sola determinazione e autodisciplina. I farmaci per smettere di fumare sono molto più efficaci e possono salvare molte più vite. E allora come mai non disincentivare la lotta contro il tabagismo andando almeno a snellire i costi delle cure?

Farmaci per smettere di fumare, necessarie nuove proposte

Anche l’Onorevole Giovanni Monchiero non ha mancato di evidenziare la necessità di intervenire affinché lo stato italiano diventi soggetto attivo della lotta contro il tabagismo. Ed ecco che entrano in gioco i farmaci per smettere di fumare: perché non possono essere rimborsabili, così come avviene in molti altri paesi?
14 anni fa veniva introdotto il divieto di fumare nei luoghi pubblici, una grande conquista che senza dubbio ha costituito un punto di svolta. Adesso però c’è bisogno di un ulteriore passo in avanti. Un supporto più solido potrebbe portare un risparmio anche alla cassa pubblica, dato che si risparmierebbe in termini di prestazioni sanitarie.

Dove controllare questi dati

  • Fumo EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: quanti fumano in Italia e quali percorsi di disassuefazione funzionano
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Per il foglio illustrativo e la scheda tecnica di un medicinale autorizzato in Italia il riferimento è la banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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