Gestisci una farmacia Numero verde 800 628 102
PharmaTruck Come funziona

OKi: usi, dosi e controindicazioni dell’antinfiammatorio

Bustina di granulato
Foto: Hanabishi · CC0 · Wikimedia Commons

L’OKi è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) prodotto dalla casa farmaceutica italiana Dompè, venduto con ricetta medica ripetibile in diversi formulazioni farmaceutiche: bustine, supposte, fiale, gocce, spray, colluttori.

A differenza degli antinfiammatori a base di cortisone i FANS come l’OKi, il Moment e il Brufen agiscono contro il dolore, la febbre e l’infiammazione con un rischio ridotto di effetti collaterali. L’OKi ha conosciuto ampia diffusione a seguito degli episodi di epatossicità segnalati dopo l’assunzione di Aulin.

Ciononostante è opportuno leggere attentamente il foglietto illustrativo dell’OKi e seguire le indicazioni sulla posologia e sulla durata del trattamento per evitare rischi per la salute. Tra gli effetti collaterali dei FANS figurano danni alla mucosa gastrica. Per ridurre il rischio è bene limitare l’uso del farmaco alla durata e al dosaggio minimo e controllare le interazioni con altri medicinali. Non bisogna mai abusare del farmaco né assumerlo con leggerezza.

Nell’OKi il rischio di danni alla mucosa gastrica è ridotto grazie all’azione dell’amminoacido lisina, che velocizza l’assorbimento del principio farmacologico. In ogni caso è bene assumere anche un antiacido per ridurre effetti negativi sullo stomaco e assumerlo durante i pasti. I farmaci gastroprotettori consigliati sono gli inibitori di pompa protonica e il misoprostolo.

Quando prendere l’OKi

L’OKi  può essere assunto per il trattamento di stati infiammatori e dolorosi di breve durata come l’artrite, i dolori muscolari ed articolari, le infiammazioni a carico delle vie respiratorie e le infiammazioni urinarie associate a dolore.

Nei bambini il farmaco può essere somministrato anche in presenza di febbre, ma è opportuno limitare la durata del trattamento. L’OKi nella formulazione spray e colluttorio può essere usato per il trattamento sintomatico di stati infiammatori a carico del cavo orale associati o meno a dolore, come le afte, le gengiviti e il mal di gola.

L’assunzione di OKi in fiale è invece riservata agli stati dolorosi più acuti, come il dolore associato ai tumori o al decorso post-operatorio, la sciatica e l’artrite reumatoide grave.

Gli effetti collaterali dell’OKi

I pazienti in trattamento con ketoprofene, in particolare nelle formulazioni in gel o in crema, non devono esporsi direttamente alla luce solare né usare lampade abbronzanti per evitare la comparsa di prurito, bolle, bruciore e altri effetti indesiderati legati alla fotosensibilità. La precauzione va seguita fino a due settimane dalla sospensione del trattamento. Essendo fotosensibilizzante l’uso del farmaco andrebbe limitato nei mesi estivi.

L’uso prolungato di OKi può provocare danni al fegato e ai reni e aumentare il rischio di trombosi, ulcere ed emorragie gastrointestinali. Il farmaco può inoltre causare ritenzione idrica e problemi di vista.

Chi non deve assumere OKi

L’uso del farmaco è sconsigliato ai soggetti  ipersensibili al ketoprofene o a un altro degli eccipienti, a fumatori, alcolisti, malati di cuore, pazienti affetti da asma, malattie renali, anemia, gastrite, colite ulcerosa e morbo di Chron. In tutti questi casi è bene assumere il medicinale solo dietro consiglio medico e sotto stretto monitoraggio. Le donne in gravidanza o che intendono iniziare una gravidanza non dovrebbero assumere il farmaco, così come le pazienti che stanno allattando.

Interazioni con altri farmaci

L’OKi non va assunto in concomitanza a terapie a base di cortisone, anticoagulanti, antidepressivi, aspirina, altri farmaci antinfiammatori.

Dosi (OKi in bustine)

Le dosi dell’OKi nella formulazione in bustine vanno da una a tre al giorno per i soggetti in età adulta, con un intervallo di circa 8 ore tra un’assunzione e l’altra. L’OKi va assunto durante i pasti.

I bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni possono assumere una bustina e mezza al giorno in totale, a intervalli di 8 ore (mezza bustina a ogni pasto principale).

Alternative all’OKi

Un’alternativa più leggera all’OKi è il Ketodol,  farmaco che può essere venduto senza ricetta medica, che contiene la metà della dose di ketoprofene.

Foto: via Pharmamedix

Domande frequenti

Quante bustine di OKi si possono prendere al giorno?

Negli adulti da una a tre bustine nelle 24 ore, con circa 8 ore di intervallo e sempre durante i pasti. Nei bambini tra 6 e 14 anni il totale indicato è di una bustina e mezza al giorno, mezza a ogni pasto principale.

Si può prendere a stomaco vuoto?

Meglio no: come tutti i FANS il ketoprofene è gastrolesivo e va assunto a stomaco pieno. Chi ha sofferto di gastrite o ulcera deve parlarne con il medico, che può associare un gastroprotettore.

Per quanti giorni si può prendere?

Il tempo più breve possibile, alla dose minima efficace. Se il dolore o l'infiammazione non si risolvono in pochi giorni serve una rivalutazione del medico, non un prolungamento della terapia.

Si possono prendere OKi e paracetamolo insieme?

Agiscono su meccanismi diversi e in alcuni casi il medico li alterna, ma l'associazione va decisa da lui. Quello che non si fa mai è sommare due antinfiammatori: raddoppia il rischio gastrico e renale senza aumentare l'effetto.

Perché non si deve prendere il sole durante il trattamento?

Il ketoprofene è fotosensibilizzante, soprattutto nelle formulazioni in gel e crema: l'esposizione può provocare bolle, prurito e macchie. La precauzione vale fino a due settimane dopo la sospensione.

Per confrontare le alternative: gli antidolorifici da banco, il gel al diclofenac per il dolore locale e le precauzioni con i farmaci in estate.

Come è fatta questa schedaIl testo è compilato dalla redazione di PharmaTruck sulla base delle schede tecniche e dei fogli illustrativi autorizzati; ultima revisione del 12 ottobre 2026. Il documento ufficiale si consulta nella banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Questa pagina non sostituisce il foglio illustrativo della confezione né il parere del medico o del farmacista, che restano il riferimento per la terapia. Il metodo di lavoro è descritto nella pagina politica editoriale. Una sospetta reazione avversa si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Dove controllare questi dati

  • Farmaci equivalenti Agenzia Italiana del Farmaco: cosa cambia tra originale ed equivalente e come funzionano le liste di trasparenza
  • L’uso dei farmaci in Italia rapporto OsMed, Agenzia Italiana del Farmaco: consumi e spesa per categoria terapeutica, anno per anno
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2016: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Leggi anche