Pantorc è un farmaco impiegato nei pazienti di età superiore ai 12 anni per trattare i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo quali rigurgito acido, bruciore e deglutizione dolorosa. Il farmaco viene prescritto anche ai pazienti affetti da gastrite, nel trattamento a lungo termine dell’esofagite da reflusso e nella prevenzione delle ulcere associate all’uso continuativo di antinfiammatori non steroidei (FANS).
Il medicinale rientra nella classe A e può essere acquistato con ricetta medica ripetibile. A commercializzarlo in Italia è la Takeda Italia S.p.A. Il prezzo del Pantorc 20 mg è di 5,74 euro per la confezione da 14 compresse.
Come agisce il Pantorc
Il Pantorc contiene pantoprazolo sale Sodico sesquidrato, un principio attivo che agisce da inibitore della pompa protonica, diminuendo la quantità di acido prodotta dallo stomaco. Il medicinale viene prodotto nella forma farmaceutica di compresse gastroresistenti.
Controindicazioni
Il farmaco non può essere assunto dai soggetti allergici al pantoprazolo o ad altri inibitori della pompa protonica. In caso di problemi al fegato e osteoporosi prima di assumenre pantoprazolo è bene informare il proprio medico curante.
È bene sapere che il pantoprazolo può causare un ridotto assorbimento della vitamina B12. Pertanto è fondamentale informare il medico in caso di trattamenti prolungati con pantoprazolo e riserve limitate di vitamina B12. Anche i livelli di magnesio nel sangue possono diminuire causando disturbi nervosi e stanchezza.
In caso di assunzione concomitante di atazanavir, altri inibitori della protesi dell’HIV, warfarin, ketoconazolo, erlotinibib, metostressato, fluvoxamina, rifampicina, erba di San Giovanni è bene informare il medico.
L’uso in gravidanza e durante l’allattamento è da valutarsi insieme al medico.
Modalità di assunzione
Le compresse gastroresistenti vanno assunte un’ora prima dei pasti con un po’ di acqua, facendo attenzione a non masticarle o a frantumarle.
Per il trattamento del rigurgito acido e degli altri sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo la dose è di una compressa al giorno. La terapia solitamente dura dalle 4 alle 8 settimane. Anche per il trattamento a lungo termine e la prevenzione dell’esofagite da reflusso la dose è di una compressa al giorno da 20 mg. Il medico può aumentare la dose giornaliera a 2 compresse da 20mg o una da 40 mg in caso la malattia si ripresenti.
Reazioni avverse
Contattare il medico in caso di reazioni allergiche, mal di testa, diarrea, disorientamento e altre reazioni avverse.
Contro il reflusso e la gastrite cambia dieta e stile di vita!
Per contrastare il reflusso gastro-esofageo e la gastrite oltre a seguire la terapia farmacologica prescritta dal medico curante, è importante intervenire sui fattori di rischi legati alla dieta e allo stile di vita. È bene tenere sotto controllo il peso corporeo, smettere di fumare e adottare una dieta appropriata. Evitare i pasti abbondanti, gli alimenti e le bevande che promuovono la secrezione di acidi gastrici come il caffè, il te e gli alcolici. Inoltre è bene eliminare dalla dieta le spezie, gli alimenti eccessivamente conditi e le bevande gassate.
Non consumare pietanze molto fredde o molto calde, evitare i cibi crudi o i cibi molto cotti, più difficile da digerire. Dopo mangiato evitare di stendersi nelle 3 ore successive e di compiere sforzi.
Domande frequenti
Quando si prende il Pantorc, prima o dopo i pasti?
Un'ora prima del pasto, una compressa gastroresistente al giorno con un po' d'acqua, senza masticarla né frantumarla: il rivestimento serve a far arrivare il pantoprazolo intatto oltre lo stomaco.
Quanto dura la terapia?
Per i sintomi del reflusso in genere da 4 a 8 settimane. Nel trattamento a lungo termine dell'esofagite e nella prevenzione delle lesioni da FANS la durata la decide il medico, che può anche portare la dose a 40 mg al giorno se i sintomi si ripresentano.
Serve la ricetta?
Sì: è un medicinale di fascia A con ricetta ripetibile. La confezione da 14 compresse da 20 mg ha un prezzo di listino intorno ai 5,74 euro, con il rimborso previsto dal Servizio sanitario.
Cosa controllare nei trattamenti prolungati?
Gli inibitori di pompa protonica possono ridurre l'assorbimento della vitamina B12 e abbassare il magnesio nel sangue, con stanchezza e disturbi nervosi; chi ha osteoporosi o problemi epatici deve dirlo al medico. Da segnalare anche le terapie con warfarin, atazanavir, ketoconazolo, metotrexato, rifampicina o erba di San Giovanni.
Basta il farmaco o serve cambiare abitudini?
Da solo il farmaco controlla i sintomi ma non i fattori che li scatenano. Pasti più piccoli, peso sotto controllo, stop al fumo, meno caffè, tè, alcol e cibi conditi, e nessuna posizione supina nelle tre ore dopo mangiato cambiano il decorso più di quanto si pensi.
Per approfondire: reflusso gastroesofageo, dieta e cure e gli antiacidi da banco.
