Gestisci una farmacia Numero verde 800 628 102
PharmaTruck Come funziona

Terapia antidiabetica: i consigli della SID per un’estate sicura

Controllo del diabete
Foto: MPhernambucq · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il diabete purtroppo non va in vacanza: lo sa bene la Società Italiana di Diabetologia che ha dispensato alcuni consigli per seguire correttamente la terapia antidiabetica anche nei mesi estivi.

Una raccomandazione importante riguarda l’adattamento della terapia antidiabetica ai livelli maggiori di attività fisica. Le attività all’aria aperta programmate nelle lunghe giornate estive portano a svolgere più esercizio fisico. Il consumo di glucosio dei muscoli aumenta, esponendo a un rischio maggiore di cali di glicemia. La terapia antidiabetica andrebbe rivista con il proprio medico curante, adattandola anche ai diversi orari dei pasti e all’apporto calorico differente rispetto al resto dell’anno.

Le crisi glicemiche sono segnalate da un’intensa sudorazione, che non dev’essere confusa con la sudorazione dovuta al caldo. Per far fronte all’ipoglicemia tempestivamente occorre portare con sé snack ricchi di carboidrati a rapido assorbimento.

Se partite per la vacanze fate scorta di farmaci antidiabetici, strisce e glucometri. L’ideale è mettere in valigia il 20-30% in più dei prodotti necessari. L’insulina e i misuratori glicemici non vanno mai esposti alle alte temperature perché potrebbero perdere di efficacia.

Terapia antidiabetica e farmaci anti-ipertensivi

Se state assumendo anche dei farmaci contro l’ipertensione informate il medico sulla vostra destinazione per le vacanza. In montagna le terapie anti-ipertensive potrebbero necessitare di un potenziamento perché la pressione sale. Al mare, invece, potrebbero rivelarsi necessarie dosi inferiori di diuretici.

Uno dei rischi maggiori per i diabetici in estate è la disidratazione. Il presidente della SID Giorgio Sesti consiglia ai pazienti di bere molta acqua per compensare la perdita di liquidi tramite le urine causata dai livelli glicemici alti.

Infine, per non incorrere in ferite usate sempre le ciabatte al mare. Camminare scalzi è un comportamento a rischio lesioni perché i piedi dei diabetici sono meno sensibili. In caso di ferite è bene ricorrere a medicazioni effettuate da personale esperto per non peggiorare la gravità della lesione con cure fai-da-te.

Domande frequenti

Perché in estate la glicemia cambia?

Perché ci si muove di più, si mangia a orari diversi e il caldo accelera l'assorbimento dell'insulina: tutti fattori che spingono verso l'ipoglicemia. La terapia va rivista con il medico prima delle vacanze, non durante.

Come si distingue un calo di zuccheri dal caldo?

Nell'ipoglicemia la sudorazione è fredda e si accompagna a tremore, batticuore, fame improvvisa, confusione o irritabilità. Nel dubbio si misura la glicemia e si assumono subito zuccheri a rapido assorbimento: in borsa vanno sempre bustine di zucchero, succo di frutta o caramelle.

Come si conserva l'insulina in viaggio?

Le confezioni non ancora iniziate in frigorifero tra 2 e 8 gradi, mai nel congelatore; la penna in uso a temperatura ambiente, al riparo dal sole e sotto i 25-30 gradi. In auto l'insulina viaggia nell'abitacolo in una borsa termica, mai nel bagagliaio o nel cruscotto.

Cosa serve sapere per il mare?

Non camminare scalzi sulla sabbia rovente o sugli scogli e controllare i piedi ogni sera: una piccola ferita, in chi ha il diabete, può diventare un problema serio. Attenzione anche all'alcol, che può provocare ipoglicemie ritardate a distanza di ore.

Vedi anche: come conservare i farmaci con il caldo, cosa mettere in valigia e i consigli per i menù dei diabetici nelle feste.

Tags: diabete

Dove controllare questi dati

  • Diabete EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: prevalenza in Italia, complicanze e percorsi di controllo della glicemia
  • Attività fisica EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: le raccomandazioni OMS per fascia di età e i dati italiani
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Per il foglio illustrativo e la scheda tecnica di un medicinale autorizzato in Italia il riferimento è la banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Leggi anche