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Nutline, i nuovi farmaci contro il cancro al seno che bloccano le recidive

Cellule tumorali al microscopio
Foto: Nephron · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Si chiamano Nutline i nuovi farmaci contro il cancro al seno su cui sono concentrati gli sforzi dei ricercatori  dell’Istituto europeo di oncologia (IEO), dall’Istituto Firc di oncologia molecolare (IFOM) e dell’Università Statale di Milano.  Questa classe di farmaci è in grado di debellare le cellule staminali del cancro al seno. Si tratta di cellule che resistono anche alla chemioterapia. I farmaci chemioterapici sono in grado di eliminare le cellule malate, ma le staminali del tumore purtroppo non ne escono sconfitte.

Le cellule rappresentano una sorta di serbatoio del cancro, responsabile delle recidive dopo la chemioterapia. Finalmente grazie allo sviluppo dei nuovi farmaci contro il cancro al seno potrebbero essere estirpate del tutto dall’organismo, aumentando l’aspettativa di vita delle pazienti oncologiche.

I nuovi farmaci contro il cancro al seno, sviluppati grazie ai finanziamenti dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (AIRC) sono stati descritti in un articolo pubblicato sulla rivista specializzata Embo Molecular Medicine.

Secondo i ricercatori l’associazione della chemioterapia alle Nutline aumenterebbe le probabilità di guarigione delle pazienti. Il prossimo passo del team di ricercatori sarà convalidare con studi clinici le scoperte e individuare terapie non solo più efficaci, ma anche meno tossiche per l’organismo.

Nutline contro la chemioresistenza

Pur mostrandosi cauti i ricercatori milanesi non nascondono il loro ottimismo sugli sviluppi futuri delle ultime scoperte. Daniela Tosoni, prima firma dello studio, spiega che lo sviluppo di nuovi farmaci contro il cancro al seno in grado di annientare le staminali tumorali rappresenta un grosso traguardo. In particolare le Nutline andrebbero a contrastare il fenomeno della chemioresistenza, la resistenza delle staminali ai farmaci chemioterapici. I nuovi farmaci potrebbero essere impiegati nelle pazienti che hanno effettuato la chemioterapia e in cui il cancro, dopo una fase iniziale di remissione, si ripresenta. La causa della ricomparsa del tumore è da imputare proprio alla capacità di riprodursi all’infinito delle cellule cancerogene madri. Un fenomeno che causa la crescita del tumore quando si interrompe la chemio.

Come agiscono i nuovi farmaci contro il cancro al seno

Questo circolo vizioso, come spiegato dalla Tosoni, potrà essere interrotto grazie ai nuovi farmaci:

Noi abbiamo scoperto che un farmaco, la Nutlina-3, ha come bersaglio specifico le cellule staminali e l’abbiamo associato al Paclitaxel, un comune chemioterapico. I risultati ottenuti nel modello preclinico dimostrano che questa combinazione aumenta la risposta del tumore alla chemio e ostacola la ripresa di malattia dopo la sospensione del trattamento.

Il ruolo della proteina NUMB e della p53

Il team milanese in precedenti studi aveva già scoperto la proteina NUMB. A chiarirne il ruolo è Salvatore Pece, vice direttore del programma di medicina molecolare dello IEO:

Questa sostanza è un soppressore tumorale nella ghiandola mammaria ed è legata a un’altra proteina che ha a sua volta un ruolo noto nell’arrestare la proliferazione tumorale: la p53. Se il gene Numb viene danneggiato i livelli di p53 diminuiscono, e questo meccanismo di doppia perdita causa lo sviluppo di tumori più aggressivi e particolarmente arricchiti di cellule staminali.

Dagli studi è emerso che la perdita di NUMB e il calo di p53 fa proliferare le staminali del cancro anche dopo la chemioterapia. Il ruolo della Nutlina-3 è proprio quello di aumentare i livelli di p53, bloccando le staminali del cancro in presenza di forme tumorali più aggressive caratterizzate da carenza di NUMB. I tumori meno ricchi di staminali diventano così meno invasivi e possono essere debellati più facilmente.

Tags: cancro

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