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Cloradex collirio: costo, composizione e controindicazioni

Instillazione di collirio
Foto: Lars Andreas from Oslo, Norway · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Cloradex collirio è un corticosteroide e antimicrobico usato nel trattamento delle infezioni oculari non associate a prurito, provocate da batteri sensibili al cloramfenicolo. Come illustrato nel foglietto illustrativo, il medicinale viene impiegato nel trattamento delle congiuntiviti causate da batteri e allergia e nella terapia delle cheratiti. Il collirio dimostra la sua efficacia anche nel trattamento della flogosi del segmento anteriore dell’occhio, infiammazione che può insorgere a seguito di un intervento chirurgico.

Cloradex collirio: costo e informazioni

Questo farmaco etico è prodotto dalla Tubilux Pharma S.p.A. con sede a Pomezia, in provincia di Roma. Il titolare dell’AIC (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) è la Bausch & Lomb – IOM S.p.A di Macherio, in provincia di Monza e della Brianza.

La denominazione del medicinale è Cloradex 0.2% + 0.5% collirio, sospensione. Il collirio rientra nei farmaci oftalmologici, classificati in un sottogruppo riportante il codice ATC S01. Il  Cloradex nello specifico ha codice S01CA01, usato per classificare il desametasone e altri anti-infettivi.

Il medicinale fa parte dei farmaci di classe C, il cui costo è a carico del cittadino. Viene venduto con ricetta medica, ripetibile per 6 mesi o 10 volte. Il collirio è disponibile nel flacone da 5 ml e in 20 fiale monodose da 0,4 ml. Il costo di Cloradex Collirio nel flacone da 5 ml è di 14,90 euro. Il prezzo indicativo di Cloradex Collirio venduto in 20 contenitori monodose è di 21 euro.

Composizione di Cloradex collirio

Oltre al cloramfenicolo, un antibiotico che frena la crescita delle cellule batteriche, la composizione di Cloradex collirio include il desametasone, un antinfiammatorio steroideo.

1 ml di soluzione di Cloradex in confezione da 5 ml contiene: 2,0 mg di desametasone e 5,0 mg di cloramfenicolo.

Gli eccipienti sono: Glicol polietilenico 300, Glicol polietilenico 1500, Glicol polietilenico 4000, Acido borico, Sodio borato, Poliossietilensorbitan monoleato, Idrossipropilmetilcellulosa 2910, Sodio etilmercurio tiosalicilato, Acqua depurata.

1 ml di soluzione di Cloradex in contenitori monodose da 0,4 ml contiene 2,0 mg di desametasone e 5,0 mg di cloramfenicolo.

Gli eccipienti sono: Glicol polietilenico 300, Glicol polietilenico 1500, Glicol polietilenico 4000, Acido borico, Sodio borato, Poliossietilensorbitan monoleato, Idrossipropilmetilcellulosa 2910, Acqua depurata.

 

Controindicazioni di Cloradex collirio

In alcuni casi è bene non usare Cloradex collirio. Il trattamento è sconsigliato ai pazienti che hanno mostrato ipersensibilità a uno o più principi attivi o eccipienti e in caso di ipertensione endoculare.

L’uso del collirio è controindicato anche nei pazienti affetti da Herpes simplex acuto o da patologie virali a carico della cornea in uno stadio acuto e associato a ulcere.

Un’eccezione è l’uso in associazione a farmaci chemioterapici per il virus erpetetico. Cloradex può inoltre essere usato nel trattamento della congiuntivite con cheratite ulcerativa. Il collirio può essere prescritto anche nello stadio iniziale della malattia, dopo che il paziente sia risultato positivo al test di colorazione oculare con fluoresceina. Un esame prescritto in caso di sospette lesioni della cornea o in presenza di corpi estranei.

Non devono usare il farmaco, se non sotto stretto controllo del medico oculista, i pazienti affetti da cheratite erpetica virale, micosi e tubercolosi oculare, orzaiolo, oftalmie, blefariti e congiuntiviti erpetiche e purulente. In questi casi infatti l’uso di corticosteroidi potrebbe peggiorare il quadro.

L’uso di Cloradex collirio nei neonati è consentito soltanto in casi urgenti e sempre sotto stretto controllo del pediatra. Anche in caso di gravidanza e allattamento è bene limitare l’utilizzo del farmaco ai casi in cui è strettamente necessario e solo dietro parere positivo del medico curante.

Interazioni e avvertenze

Per il Cloradex non sono note interazioni e incompatibilità con altri farmaci. Ciononostante è sempre preferibile avvisare il farmacista in caso di assunzione contemporanea di altri medicinali, anche in caso si tratti di farmaci non soggetti a prescrizione medica.

Altre avvertenze di cui è bene tenere conto riguardano la durata del trattamento. L’uso prolungato è stato associato a tossicità, antibiotico-resistenza e ad effetti indesiderati anche gravi come l’insorgenza di glaucoma, infezioni oculari, cataratta e perforazione della cornea. Nella confezione da 5 ml è presente il tiomersale, un composto organico del mercurio associato a reazioni allergiche. Tra gli effetti collaterali figurano inoltre bruciore e irritazioni.

Il farmaco non va usato per più di un mese e va sempre impiegato sotto controllo medico. In caso di trattamenti prolungati è bene verificare il tono oculare, sottoponendosi a controlli periodici.

Dosi e modalità di somministrazione

Il Cloradex collirio va agitato prima dell’uso e somministrato nel sacco congiuntivale da 3 a 5 volte al giorno, in base alla frequenza e alle dosi indicate dal medico. A ogni somministrazione occorre versare 1 o 2 gocce.

Conservazione, precauzioni e scadenza

Il collirio deve essere conservato in frigo a una temperatura compresa tra 2° e 8° C. Il farmaco non deve essere usato oltre la data di scadenza riportata sulla confezione. Il collirio contenuto nel flacone da 5 ml dopo l’apertura  dev’essere usato non oltre i 15 giorni.

Nel caso del contenitore monodose da 0,4 ml è bene tenere presente che la soluzione è priva di conservanti. Dopo l’apertura il prodotto va usato immediatamente. In caso di utilizzo parziale il farmaco non può essere conservato per applicazioni successive.

 

Domande frequenti

Quante gocce di Cloradex e quante volte al giorno?

Una o due gocce nel sacco congiuntivale da tre a cinque volte al giorno, secondo l'indicazione del medico. Il flacone va agitato prima dell'uso perché è una sospensione.

Per quanto tempo si può usare?

Mai oltre un mese e sempre sotto controllo medico. L'uso prolungato di un collirio con cortisone è associato a glaucoma, cataratta, infezioni oculari e, nei casi gravi, perforazione della cornea: nei trattamenti lunghi il tono oculare va controllato.

Come si conserva?

In frigorifero, tra 2 e 8 °C. Il flacone da 5 ml va usato entro 15 giorni dall'apertura; i contenitori monodose non hanno conservanti e vanno usati subito, senza riutilizzare l'avanzo.

Quando non va usato?

In caso di herpes simplex in fase acuta, patologie virali della cornea in stadio acuto con ulcere, micosi e tubercolosi oculare, orzaiolo, blefariti e congiuntiviti purulente, e in presenza di ipertensione endoculare. Nei neonati solo nei casi urgenti e sotto controllo del pediatra.

Serve la ricetta?

Sì, è un medicinale di fascia C con ricetta ripetibile. Il flacone contiene tiomersale, un composto del mercurio che può dare reazioni allergiche: va segnalato al medico chi ha avuto reazioni ai conservanti.

Vedi anche: collirio per gli occhi, quello che conviene sapere.

Come è fatta questa schedaIl testo è compilato dalla redazione di PharmaTruck sulla base delle schede tecniche e dei fogli illustrativi autorizzati; ultima revisione del 12 ottobre 2026. Il documento ufficiale si consulta nella banca dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Questa pagina non sostituisce il foglio illustrativo della confezione né il parere del medico o del farmacista, che restano il riferimento per la terapia. Il metodo di lavoro è descritto nella pagina politica editoriale. Una sospetta reazione avversa si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

Dove controllare questi dati

  • Farmaci equivalenti Agenzia Italiana del Farmaco: cosa cambia tra originale ed equivalente e come funzionano le liste di trasparenza
  • L’uso dei farmaci in Italia rapporto OsMed, Agenzia Italiana del Farmaco: consumi e spesa per categoria terapeutica, anno per anno
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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