La pelle di un neonato è sempre la prima cosa che ci colpisce: eterea, liscia, quasi trasparente. La guardi e ti rendi conto di cosa voglia dire “essere nuovo di zecca”. Ma, essendo così delicata, ha bisogno di cure adeguate. Tante ore sempre con un pannolino, sia esso usa e getta o lavabile, metterebbero a dura prova qualsiasi sederino. Un’ottima pasta protettiva, per me, si è rivelata il Bepanthenol pasta lenitiva protettiva.
Bepanthenol pasta lenitiva protettiva: come si presenta, quando serve
Le irritazioni da pannolino capitano a tutti, anche ai genitori più attenti. Non fatene una tragedia, sono quasi la norma. Per prevenirle, innanzitutto, servono una buona igiene con prodotti non aggressivi e la scelta del giusto pannolino (per esempio, un’acclamatissima e costosa marca di pannolini faceva solo danni, su mia figlia), che non deve essere mai strettissimo, visto che deve contenere i bisogni del bambino e non mettergli il sedere sottovuoto come un salume. In secondo luogo, serve un prodotto che lasci una specie di pellicola sulla pelle. Il Bepanthenol è in pasta, e non viene assorbito totalmente, pur non lasciando residui fastidiosi al tatto o eccessivamente “unti”. Inoltre, non macchia i vestiti, a differenza di qualche altra pasta. Non ha profumazioni, conservanti né altre sostanze potenzialmente irritanti, ed è efficace nel coadiuvare la rigenerazione della pelle. Una volta stesa, la pasta apparirà trasparente, dandovi modo di controllare l’evoluzione di un’eventuale irritazione. Non ostruisce i pori, cosa che avviene spesso quando utilizziamo il talco, dando quindi modo alla pelle di respirare.
Il prezzo varia dai 7 ai 10 euro per il tubo da 100 g. Il prezzo è leggermente superiore a prodotti analoghi, ma l’efficacia ripaga la differenza.
Foto: © Bepanthenol
Domande frequenti
Quando si applica la pasta protettiva?
A ogni cambio, su pelle pulita e soprattutto ben asciutta: la pasta serve a fare barriera tra la pelle e l'umidità, e su una pelle bagnata non aderisce. Ne basta uno strato sottile, che resta trasparente e permette di controllare l'irritazione.
Meglio la pasta o una crema?
La pasta protegge, la crema idrata. Quando l'arrossamento è già presente serve la barriera; per la cura quotidiana della pelle sana basta un prodotto più leggero.
Serve il talco?
No: il talco ostruisce i pori, si impasta con l'umidità e può essere inalato dal bambino. È uno dei prodotti che i pediatri hanno smesso di consigliare.
Cosa previene davvero l'irritazione?
Cambi frequenti, qualche minuto di aria senza pannolino, detergenti delicati, un pannolino della taglia giusta che non stringa. L'irritazione capita comunque, anche ai genitori più attenti.
Quando chiamare il pediatra?
Se l'arrossamento non migliora in due o tre giorni, se compaiono vescicole, placche biancastre o pustole che si estendono alle pieghe, se c'è sanguinamento o il bambino ha dolore al cambio: possono indicare una sovrainfezione da funghi o batteri, che richiede un trattamento diverso.
Vedi anche: la dermatite da pannolino e quando e come togliere il pannolino.
