Il primo anno di vita è un momento particolarmente critico: il bambino è lì, quei pochi anticorpi che ha glieli ha passati la madre, ed è totalmente in balìa (apparentemente) della sorte: baci non richiesti da parte di adulti, bambini che tossiscono ovunque dal pediatra, mani sempre lì pronte ad accarezzarli (ma perché, poi? Dovete proprio toccarli?). Ho detto che il bambino è apparentemente in balìa della sorte perché qualcosa possiamo farla, oltre a rispettare le basilari regole igieniche: possiamo sottoporlo alle vaccinazioni.
Il ciclo di base delle vaccinazioni
Il primo anno, abbiamo il cosiddetto vaccino esavalente, il ciclo di vaccini contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, anti-Haemophilus influenzae di tipo B e l’anti-epatite B. Secondo il calendario vaccinale 2017-2019, le dosi verranno somministrate al bambino al terzo mese, al quinto e all’undicesimo. C’è un’eccezione, nel caso la madre sia HBsAg positiva: in quel caso, il vaccino monovalente sarà fatto il prima possibile, assieme alle immunoglobuline specifiche anti-HBs.
Pneumococco e meningococco B
In concomitanza con la vaccinazione esavalente, ma in altra zona anatomica, sarà somministrato il vaccino pneumococcico coniugato, con lo scopo di proteggere il bambino da diversi sierotipi circolanti. Per tutti i nuovi nati, è raccomandato il vaccino anti-meningococco B, le cui 3 dosi andranno somministrate nel primo anno di vita del bambino. Generalmente, questo vaccino non si effettua in concomitanza con gli altri, poiché si è visto un aumento di febbre di grado moderato/elevato se somministrato con altri prodotti.
Rotavirus e antinfluenzale
La vaccinazione contro i rotavirus, per via orale, è raccomandata a partire dalla sesta settimana di vita. Si tratta di due o tre dosi (a seconda del farmaco), e può avvenire in concomitanza con altre vaccinazioni. Esiste un rischio di invaginazione intestinale entro 7 giorni dalla somministrazione del vaccino: ha una frequenza molto bassa ma, in fase di counselling prevaccinale, i genitori verranno messi a conoscenza dei sintomi per poterli tempestivamente comunicare. Dopo i 6 mesi di vita, inoltre, è possibile procedere con il vaccino anti-influenzale per quei bambini considerati a rischio.
A chi chiedere in caso di dubbi
Nel caso aveste dubbi, perplessità, una domanda che a voi potrà sembrare stupida (ma esistono solo risposte stupide, mai domande), ricordate che il personale medico è al vostro, al nostro, servizio: è attivo il numero 1500 del Ministero della Salute, uno strumento in più per i genitori. Chiamandolo, vi risponderanno medici ed esperti del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità. Non dimentichiamo poi il caro, vecchio pediatra di famiglia e gli stessi operatori che troverete negli ambulatori vaccinali. Chiedete. Toglietevi ogni dubbio.
