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Quali vaccinazioni effettuare nel primo anno di vita del bambino

Vaccinazione con siringa
Foto: The wub · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il primo anno di vita è un momento particolarmente critico: il bambino è lì, quei pochi anticorpi che ha glieli ha passati la madre, ed è totalmente in balìa (apparentemente) della sorte: baci non richiesti da parte di adulti, bambini che tossiscono ovunque dal pediatra, mani sempre lì pronte ad accarezzarli (ma perché, poi? Dovete proprio toccarli?). Ho detto che il bambino è apparentemente in balìa della sorte perché qualcosa possiamo farla, oltre a rispettare le basilari regole igieniche: possiamo sottoporlo alle vaccinazioni.

Il ciclo di base delle vaccinazioni

Il primo anno, abbiamo il cosiddetto vaccino esavalente, il ciclo di vaccini contro difterite, tetano e pertosse, poliomielite, anti-Haemophilus influenzae di tipo B e l’anti-epatite B. Secondo il calendario vaccinale 2017-2019, le dosi verranno somministrate al bambino al terzo mese, al quinto e all’undicesimo. C’è un’eccezione, nel caso la madre sia HBsAg positiva: in quel caso, il vaccino monovalente sarà fatto il prima possibile, assieme alle immunoglobuline specifiche anti-HBs.

Pneumococco e meningococco B

In concomitanza con la vaccinazione esavalente, ma in altra zona anatomica, sarà somministrato il vaccino pneumococcico coniugato, con lo scopo di proteggere il bambino da diversi sierotipi circolanti. Per tutti i nuovi nati, è raccomandato il vaccino anti-meningococco B, le cui 3 dosi andranno somministrate nel primo anno di vita del bambino. Generalmente, questo vaccino non si effettua in concomitanza con gli altri, poiché si è visto un aumento di febbre di grado moderato/elevato se somministrato con altri prodotti.

Rotavirus e antinfluenzale

La vaccinazione contro i rotavirus, per via orale, è raccomandata a partire dalla sesta settimana di vita. Si tratta di due o tre dosi (a seconda del farmaco), e può avvenire in concomitanza con altre vaccinazioni. Esiste un rischio di invaginazione intestinale entro 7 giorni dalla somministrazione del vaccino: ha una frequenza molto bassa ma, in fase di counselling prevaccinale, i genitori verranno messi a conoscenza dei sintomi per poterli tempestivamente comunicare. Dopo i 6 mesi di vita, inoltre, è possibile procedere con il vaccino anti-influenzale per quei bambini considerati a rischio.

A chi chiedere in caso di dubbi

Nel caso aveste dubbi, perplessità, una domanda che a voi potrà sembrare stupida (ma esistono solo risposte stupide, mai domande), ricordate che il personale medico è al vostro, al nostro, servizio: è attivo il numero 1500 del Ministero della Salute, uno strumento in più per i genitori. Chiamandolo, vi risponderanno medici ed esperti del Ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità. Non dimentichiamo poi il caro, vecchio pediatra di famiglia e gli stessi operatori che troverete negli ambulatori vaccinali. Chiedete. Toglietevi ogni dubbio.

Tags: vaccini

Dove controllare questi dati

  • Vaccini e vaccinazioni EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: calendario vaccinale, coperture raggiunte e sorveglianza della sicurezza
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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