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Cibi senza glutine e lattosio, alcune curiosità sul mercato italiano

Prodotti senza glutine
Foto: Chenspec · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Negli ultimi anni, il mercato dei prodotti senza glutine e senza lattosio ha mostrato un incremento notevole in Italia, a prescindere dal fatto che i consumatori fossero o meno affetti da intolleranze alimentari. Oltre a quelli che hanno specifiche intolleranze, infatti, esistono molti consumatori che acquistano cibi senza glutine o senza lattosio solo perché questi sono considerati più leggeri e digeribili rispetto ai cibi tradizionali.

Vendite dei cibi senza glutine e lattosio in crescita

La crescita nelle vendite di questa categoria di prodotti, che sono spesso più costosi rispetto alle alternative tradizionali, non sembra sia stata intaccata dal recente momento storico di recessione economica. Gli ingenti investimenti da parte delle maggiori catene nazionali di supermercati per sviluppare le proprie ‘etichette’ ha sicuramente favorito questo trend e permesso ai consumatori di trovare questi prodotti a prezzi più convenienti rispetto al passato.

Il gelato al lattosio, per citarne uno,  ha mostrato grossi margini di crescita negli ultimi anni, anche alla luce della crescente volontà da parte dei consumatori di evitare prodotti caseari difficili da digerire. Grazie agli ingenti investimenti in campagne marketing da grandi case come Valsoia, i consumatori hanno ora accesso a una vasta gamma di gusti di gelato ad alta digeribilità.

In più, mentre i prodotti per le intolleranze alimentari erano prima disponibili solo nelle farmacie e nei negozi specializzati, oggi i consumatori possono trovare una vasta gamma di articoli in diversi negozi e supermercati.

Dr. Schar

Il leader nel settore dei cibi senza glutine in Italia è Dr. Schar, che produce pasta, biscotti, dolce, e tanti altri  simili prodotti.

Mellin

Per i più piccoli, Mellin è tra i marchi leader, e propone anche alimenti senza glutine per l’infanzia, forte del fatto che ormai i controlli per l’identificazione precoce della celiachia sono effettuati nelle prime fasi della vita dei bambini.

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Domande frequenti

Mangiare senza glutine fa dimagrire o fa bene a tutti?

No. Per chi non è celiaco togliere il glutine non porta benefici dimostrati, e molti prodotti sostitutivi contengono più grassi e zuccheri dei corrispondenti tradizionali per compensare la consistenza. La dieta senza glutine è una terapia, non uno stile alimentare leggero.

E il senza lattosio?

Serve a chi ha un deficit di lattasi. Nel latte delattosato il lattosio è già scisso in glucosio e galattosio: le calorie sono le stesse, cambia solo la digeribilità, e il sapore risulta un po' più dolce.

Perché costano di più?

Per le materie prime e per le filiere separate che evitano la contaminazione. Chi ha una diagnosi di celiachia ha diritto a un contributo mensile del Servizio sanitario per l'acquisto dei prodotti dedicati, spendibile in farmacia e nei punti convenzionati.

Come si riconoscono i prodotti sicuri?

Dal marchio della spiga barrata, dall'indicazione “senza glutine” in etichetta e dal prontuario degli alimenti aggiornato dall'associazione dei celiaci. La dicitura “può contenere tracce”, invece, segnala un rischio di contaminazione.

Vedi anche: intolleranza al glutine: sintomi e diagnosi, i cibi insospettabili che contengono glutine e le intolleranze alimentari più comuni.

Dove controllare questi dati

  • Celiachia EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: diagnosi, dieta senza glutine e numeri italiani
  • Linee guida per una sana alimentazione CREA, Consiglio per la ricerca in agricoltura: il documento italiano di riferimento su porzioni e abitudini alimentari
Informazione, non consiglio medico Questo testo serve a capire un argomento e non sostituisce la visita, la diagnosi o la terapia decisa dal medico. Per un disturbo in corso, una cura già avviata o un dubbio su un medicinale il riferimento resta il medico curante o il farmacista di fiducia. È stato pubblicato nel 2017: su indicazioni, dosaggi e disponibilità dei prodotti conviene chiedere conferma al banco. Le schede istituzionali su sintomi, prevenzione e percorsi di cura sono pubblicate dal Ministero della Salute. Una sospetta reazione avversa a un farmaco si segnala alla rete nazionale di farmacovigilanza.

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