In Uruguay via libera alla vendita della cannabis in farmacia. Il semaforo verde per la vendita diretta ai consumatori è arrivato il 19 luglio scorso, a 4 anni di distanza dalla liberalizzazione della marijuana. Nel 2013 lo Stato sudamericano è stato il primo ad approvare una legge per autorizzare la coltivazione, l’uso ricreativo e la vendita di cannabis, divenuta monopolio statale. Un provvedimento fortemente voluto dall’allora presidente progressista José Mujica per arginare il traffico di stupefacenti, evitare lo spaccio di sostanze pericolose e tassare il mercato della marijuana. Il primo passo è stato la depenalizzazione dell’uso della marijuana, volto a svuotare le carceri da piccoli spacciatori e consumatori. Da allora le autorità si sono messe al lavoro sul piano di applicazione della legge.
Regole rigide e obbligo di registrazione per gli acquirenti
Il Governo ha fissato delle regole rigide per evitare di attirare turisti in cerca di marijuana. Tra queste il divieto di pubblicizzare la droga leggera. Inoltre una parte dei proventi verrà destinata a campagne di sensibilizzazione contro le tossicodipendenze. Per acquistare la cannabis in farmacia occorre essere in possesso della cittadinanza uruguaiana o essere un residente fisso.In farmacia è possibile acquistare marijuana solo se si è maggiorenni. Inoltre è previsto un tetto massimo di 40 grammi al mese.
Gli acquirenti devono registrarsi in un apposito sistema e fornire le proprie impronte digitali a ogni nuovo acquisto. A pochi giorni dall’autorizzazione alla vendita della cannabis in farmacia si contano già 5 mila utenti registrati.
In farmacia la marijuana è venduta sottocosto per contrastare il mercato illegale
Il costo della marijuana in Uruguay è di un euro al grammo.La cannabis viene venduta in farmacia in confezioni da 5 grammi al costo di 5,70 euro. 10 grammi, quantità sufficiente per circa 15 spinelli, vengono venduti al costo di 13 dollari. Un prezzo inferiore di ben 5 volte rispetto alle tariffe applicate sul mercato illegale.
La cannabis acquistata per uso ricreativo personale è disponibile in due marchi: Alfa 1 e Beta 1. I due produttori Symbiosis e Iccorp hanno ottenuto una licenza statale speciale e sono sorvegliati dall’esercito. Le autorità vigilano sulla produzione affinché il prodotto non venga esportato o venduto agli stranieri.
Dalla coltivazione in casa ai club
Gli iscritti in un apposito registro possono anche coltivare a casa fino a 6 piante di cannabis per uso personale. Finora si sono registrate già 7 mila coltivatori. Inoltre è possibile costituire dei club, fino a un massimo di 45 persone, per coltivare fino a 99 piante di cannabis a uso personale dei membri. I club attivi nel Paese a oggi sono 63.
Farmacisti uruguaiani minacciati e divisi
Il via libera alla vendita della cannabis in farmacia in Uruguay non è stato privo di polemiche. Molti farmacisti hanno scelto di non vendere la marijuana. Il timore è che si tratti della prima di una lunga serie di liberalizzazione di droghe. Ad agosto del 2016 solo 50 farmacie su 1.200 avevano scelto di aderire al piano del Governo. Oggi la cannabis è disponibile in appena 16 farmacie. A far desistere i farmacisti sarebbero state anche le minacce ricevute dai narcotrafficanti, preoccupati di vedere calare il loro giro d’affari illecito. Le intimidazioni dei narcos sono state denunciate dal presidente della Camera Uruguaiana delle Farmacie Gonzalo Miranda.
A esprimere preoccupazione sul successo dell’operazione, ma per ragioni ben diverse, è stata anche la Uruguayan Society for the Study of Cannabis. La presidente Raquel Peyraube lamenta uno scarso contenuto di tetraidrocannabinolo in entrambe le varietà. Il contenuto di THC è del 2%, a fronte del 18,7% della marijuana a uso ricreativo venduta in Colorado, negli USA. Secondo l’esperta date le quantità basse dell’ingrediente psicoattivo della cannabis, responsabile dello stato euforico, l’effetto potrebbe essere debole.
Vendita della cannabis in farmacia: in Italia è legale solo per uso terapeutico
Ricordiamo che in Italia la vendita della cannabis in farmacia è permessa solo per uso terapeutico o medico, non per uso personale o ricreativo. I farmaci a base di cannabis importati dall’estero vengono somministrati già da tre anni. Da gennaio 2017 è disponibile anche la cannabis terapeutica italiana. A produrla è lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, da qui l’acronimo Fm2.
La cannabis viene prescritta con ricetta medica non ripetibile soprattutto ai pazienti che soffrono di forti dolori. Tra questi i malati oncologici e i malati di sclerosi multipla. L’assunzione avviene per inalazione tramite un vaporizzatore o sotto forma di tisana.
I costi sono di 15 euro al grammo, IVA compresa, a fronte dei 24 euro al grammo sostenuti per l’acquisto della cannabis olandese, la Sativex. Per la liberalizzazione della vendita di marijuana a uso ricreativo occorrerà invece attendere la conclusione dell’iter del disegno di legge proposto da un intergruppo parlamentare il 16 luglio 2015. Un’ulteriore proposta di legge per la liberalizzazione ma di iniziativa popolare è stata presentata dai Radicali a novembre 2016. Il testo attende l’esame delle Commissioni competenti.
