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Dormi fino a tardi? È “colpa” dei tuoi antenati!

Risveglio al mattino
Foto: marviikad from Al Khobar, Saudi Arabia · CC BY-SA 2.0 · Wikimedia Commons

Alla sera non riesci a prendere sonno e al mattino dormi fino a tardi? Se sei un “gufo” e non una persona mattiniera la “colpa”, oltre che dello smartphone sempre acceso, potrebbe essere dei tuoi antenati. Migliaia di anni fa infatti alcuni membri dei clan erano costretti a rimanere svegli fino alle prime luci del mattino per proteggere gli altri dai predatori. A ipotizzarlo è un recente studio condotto da un team di antropologi dell’Università di Toronto di Mississauga, in collaborazione con i colleghi della Duke University, della University of Nevada di Las Vegas e della University of Dar es Salaam, in Tanzania.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royals Society B, è stata condotta su un campione di persone della tribù Hadza. Questa popolazione vive nelle aree rurali e remote della Tanzania. Le tribù vivono come gli uomini primitivi, cacciando selvaggina e nutrendosi di frutti ed erbe spontanee.

Gli scienziati hanno utilizzato degli actigrafi, sistemi di monitoraggio del sonno che si applicano al polso, per tracciare il ciclo sonno-veglia di 33 persone. I partecipanti sono stati monitorati 24 ore su 24 per oltre 20 giorni.

I ricercatori hanno scoperto che i membri della tribù nell’arco di 200 ore erano rimasti tutti contemporaneamente addormentati soltanto per 18 minuti. In media in qualsiasi momento della notte il 40% del gruppo era sveglio.

Allodola o gufo: dimmi quanti anni hai e ti dirò come dormi

Lo studio ha inoltre rivelato che i membri più giovani della tribù avevano maggiori probabilità di essere dei gufi. Quelli più anziani invece tendevano ad avere abitudini da allodola. La variazione del cronotipo, la propensione a essere più o meno attivi in alcuni momenti della giornata, è dunque strettamente influenzata dall’età. In alcune fasi della vita, come l’età dello sviluppo, del corteggiamento e della riproduzione, si tende a dormire di più al mattino e a rimanere svegli fino a tardi alla sera. In altre, come la terza età, si va a dormire prima, ma si dorme un numero inferiore di ore e ci si sveglia presto.

David Samson, co-autore dello studio, ipotizza che nelle tribù primitive gli individui vivessero così a lungo anche dopo la fine dell’età riproduttiva proprio per prendersi cura dei discendenti:

La funzione dei nonni era di prendersi cura dei nipoti. Si comportavano da allodole e dormivano poco per vegliare sui giovani che dormivano fino a tardi.

I giovani invece rimanevano svegli fino a tardi per proteggere dai predatori le persone mattiniere che andavano a letto presto.

Per questo è importante avere persone di ogni età all’interno di una popolazione, spiega Samson.

La teoria della sentinella si applica anche agli umani

Si tratta del primo studio a confermare l’applicabilità sugli umani della teoria della sentinella, formulata nel lontano 1966. Questa teoria sostiene che gli animali organizzati in gruppo tendono a rimanere svegli a turno per proteggere i membri più vulnerabili addormentati.

Dalla ricerca è inoltre emersa la flessibilità dei cicli sonno-veglia della tribù degli Hadza. I membri riuscivano ad adattare le loro abitudini ai nuovi stimoli ecologici, sociali e tecnologici.

Un’attitudine simile è stata rilevata nelle popolazioni occidentali. Ad esempio i nordamericani riescono ad adattarsi a dormire in un nuovo ambiente, come la camera di un albergo, modificando la reazione degli emisferi cerebrali a luci, suoni e altri stimoli molesti.

Secondo Samson è normale che le abitudini cambino con gli anni e in relazione al contesto. Non tutte le deviazioni dai cicli di sonno-veglia ritenuti normali sono preoccupanti e dovute all’insonnia. Alcune sono semplicemente imputabili all’evoluzione. Ricordatevene la prossima volta che qualcuno vi darà dei dormiglioni!

Dove controllare questi dati

  • Salute mentale EpiCentro, Istituto Superiore di Sanità: dati e documenti su ansia, depressione e servizi territoriali