La Melissa officinalis è una pianta aromatica perenne ricca di virtù benefiche per la mente. La sua profumazione è inconfondibile, grazie alla presenza di oli come il gerianiolo, il limonene e il citronellale, che lo rendono simile a quello degli agrumi (come il limone e il cedro) e a quello della citronella.
Tra le sue qualità principali è:
- repellente nei confronti degli insetti,
- balsamico (in forma di olio o di tisana)
- antibatterico
Ha inoltre una buona capacità di ridurre gli stress ossidativi e gli effetti dell’esposizione alle radiazioni, tanto che, in molti ospedali, è somministrata regolarmente nei reparti di radiologia.
Azione della melissa sulle funzioni cognitive
In generale, la melissa è considerata una pianta medicinale per le sue moderate capacità sedative, ansiolitiche e calmanti. La scienza moderna, tramite ricerche in vitro, dimostra che la melissa (specie i suoi estratti) produce un’azione molto positiva nel contrastare i deficit cognitivi associati a traumi e all’uso improprio di sostanze stupefacenti, e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
La melissa viene utilizzata soprattutto per tisane e estratti, tinture madri e oli essenziali.
Le foglie fresche pestate in un mortaio sono eccezionali se aggiunte e filtrate nel succo di limone o di mandarino, da servire con ghiaccio nella stagione estiva.
La possibilità di utilizzare la melissa in diversi modi consente di ottenere diversi benefici:
- una regolazione dell’umore
- un miglioramento della memoria
- una crescita delle performance cognitive
- un effetto calmante sul sistema nervoso
- la capacità di indurre rilassamento anche sui muscoli durante il sonno
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Domande frequenti
Come si usa la melissa?
In tisana, una o due tazze al giorno preferibilmente nel pomeriggio e alla sera, lasciando in infusione una decina di minuti con il coperchio per non disperdere gli oli essenziali. Esistono anche estratti secchi in capsule e tinture madri, dove il dosaggio è indicato dal produttore.
Per quali disturbi è più indicata?
Tensione nervosa, irritabilità, difficoltà ad addormentarsi di lieve entità e disturbi digestivi di origine nervosa, come il classico stomaco chiuso nei periodi di stress. L'effetto è blando: è un sostegno, non una terapia.
Ci sono controindicazioni?
Può sommarsi all'effetto di sedativi e sonniferi, aumentando la sonnolenza. Chi ha problemi di tiroide, chi è in gravidanza o allatta e chi segue terapie croniche dovrebbe chiedere al medico prima di usarla con regolarità.
Si può dare ai bambini?
Una tisana leggera è di solito ben tollerata, ma per i più piccoli il parere del pediatra resta la via corretta, soprattutto se il disturbo del sonno si ripete.
Vedi anche: cosa fare quando non si dorme, ansia: come riconoscerla e gestire lo stress da esame.
Le schede divulgative sulle piante officinali e sul loro uso sono raccolte nel portale ISSalute dell'Istituto Superiore di Sanità.


