La musicoterapia prenatale è largamente sperimentata e praticata sia in Italia che all’estero. Si tratta di percorsi che prevedono esperienze di ascolto e produzione musicale. La musicoterapia può essere affiancata ai classici corsi preparto, per aiutare la futura mamma a rilassarsi e prepararsi al meglio al lieto evento.
Perché può servire in gravidanza
Una donna in gravidanza può incontrare diversi momenti di difficoltà psicologica, dal momento che vive un momento di grande cambiamento. Può sentirsi sopraffatta da stress, fatica fisica o ansia da prestazione. D’altra parte, si sa, nessuno nasce imparato, specie quando si tratta di sapere fare i genitori.
La musicoterapia prenatale interviene proprio per permettere alle donne di mantenere un buon equilibrio emotivo durante la gravidanza.
Stimoli per mamma e bimbo
Le attività previste dalla musicoterapia prenatale sono di tipo sia attivo che passivo.
Alcune sedute prevedono che la mamma ascolti i movimenti del bambino stimolandolo con la voce e con la musica. E’ previsto un intenso ascolto del ritmo del corpo, facendo attenzione a tutti i cambiamenti che la gravidanza porta con sè. Le attività musicali sono pensate anche per preparare la donna al parto, in un percorso di guida alla consapevolezza nei confronti dei segnali inviati dal corpo.
Cambiamo ora prospettiva e focalizziamoci sul neonato: la musicoterapia prenatale è volta a trasmettere stimoli sonori al bambino. Lo scopo è, tra gli altri, quello di avvicinare madre e figlio facendoli comunicare tramite ritmo e sonorità. Questi stimoli musicali fanno anche sì che nel feto si sviluppi correttamente il sistema nervoso. Tutto ciò che proviene dall’interno o dall’esterno del corpo materno può dare una spinta notevole allo sviluppo dei sensi nel feto. Uno sviluppo che non interessa quindi solo l’udito, ma l’intero sistema nervoso.
Musicoterapia attraverso il canto e il movimento
Il feto apprezza molto i rumori prodotti dalla sua mamma, in particolare il suono della sua voce. Attraverso la voce la mamma può trasmettere emozioni e affetto al suo bimbo, anche in fase prenatale. I bambini cominciano infatti a sentire i suoni dalla 27esima settimana di gravidanza. Alle mamme che si sottopongono a musicoterapia viene chiesto di cantare per esercitare il respiro e per farsi sentire dal bimbo che portano in grembo. Il canto aiuta la donna in fase di parto anche perché attiva la produzione di endorfina, che a sua volta riduce la sensazione di dolore. Una donna che ha imparato a regolare al meglio il respiro è inoltre facilitata nel momento in cui deve rilassare i muscoli.
Quale musica scegliere
Il tipo di musica più adatto per la musicoterapia è di natura lenta e tranquilla. Una musica che porta l’immaginazione a produrre immagini positive. Le stesse immagini felici possono essere poi riproporsi al momento del parto.
Un’altra parte fondamentale della musicoterapia prenatale è quella relativa al movimento. La mamma si esercita ad acquisire consapevolezza del proprio corpo attraverso il movimento. Perché muoversi significa ascoltarsi e ascoltare e il bambino, che trae giovamento di riflesso.
La musica in sala parto
Non dimentichiamo la musica da ascoltare durante il parto. In molti desiderano avere una colonna sonora per quello che sarà uno dei momenti più indimenticabili della propria vita. I medici confermano che l’ascolto della musica in fase di travaglio può essere un valido aiuto sia per evitare la paura, sia per abbassare la soglia del dolore percepito.




